martedì 14 marzo 2017

50 ANNI, MA NON LI DIMOSTRA


Nonostante sia nipote del celebre ladro gentiluomo francese, Lupin III svolge la sua particolare “professione” in Giappone. Dallo sguardo sornione e dai movimenti dinoccolati, Lupin è un geniale inventore di incredibili piani, maestro in travestimenti, abile con le armi da fuoco, fantasioso costruttore di stupefacenti marchingegni. È un ladro che non ama la violenza, e si concentra su colpi degni del suo estro creativo. Non c'è banca che gli resista, non c'è tesoro che gli sfugga, non c'è prigione che lo trattenga. Unico suo punto debole sono le donne…
L'astuto personaggio compie in questo 2017 ben 50 anni. È stato infatti inventato dal mangaka Monkey Punch nell'ormai lontano 1967. Ecco come lo stesso Punch spiega la nascita del proprio personaggio: “Ai tempi della scuola media mi piaceva leggere Arsenio Lupin, per cui, quando fu inaugurata la rivista Manga Action nel 1967, mi venne in mente l'idea di fondere alcune caratteristiche del ladro gentiluomo con quelle dell'agente 007, che all'epoca godeva di un successo incredibile.”
La grande popolarità, però, arriva negli anni Settanta, quando viene trasformato in animazione. La prima serie TV (del 1971), a dire il vero, non riscuote grandi consensi, ma col tempo altre la seguono (in totale sono quattro, più quella di Fujiko e innumerevoli film) facendolo conoscere in tutto il mondo.
Questa rivista libro festeggia il compleanno con una pletora di immagini, è quindi da sfogliare più che da leggere, e fa tornare la voglia di andarsi a vedere le puntate TV e i film più belli, facendo un salto indietro nel tempo.
In Italia il volume può essere richiesto a fioridiciliegioadriana@gmail.com.





mercoledì 1 marzo 2017

100 VEDUTE DI TOKYO


Il disegnatore Shinji Tsuchimochi si è messo in testa un'idea meravigliosa, e l'ha pure portata a termine! Disegnare 100 vedute di Tokyo. Un po' come gli artisti di ukiyo-e del passato (come Hokusai con le 36 vedute del monte Fuji, o Hiroshige con le 100 famose vedute di Edo) ha concentrato di volta in volta la propria attenzione su un angolo della città e l'ha rappresentato tramite la propria arte. La cosa interessante, però, è che non ha selezionato solo quartieri o edifici famosi e pittoreschi, ma anche e soprattutto piccoli scorci cittadini, vie secondarie, case di periferia. Il tutto arricchito con automezzi un po' sgangherati, ragazzini in bicicletta e persino qualche buffo animale. Ha insomma inserito un pizzico di ironia in una metropoli che spesso ne è priva. I suoi "quadri" cittadini divengono così ricchissimi di dettagli e mescolano antico e moderno, tradizione e quotidianità, eleganza ed eccentricità in un insieme che invece di stridere diventa un tutt'uno estremamente gradevole, uno spettacolo realistico con piccole iniezioni di fantastico. Dopotutto, ogni città ha i suoi segreti e la sua magia.
In Italia il volume può essere acquistato presso fioridiciliegioadriana@gmail.com.







mercoledì 22 febbraio 2017

IL GIAPPONE VISTO DA UNA GIAPPONESE


Giapponese residente in Italia, Keiko Ichiguchi vive in bilico tra due mondi e culture, tanto da riuscire a sorridere di entrambi, mostrando curiosità e stranezze della propria patria in brevi aneddoti autobiografici e in strisce umoristiche. Da leggere per avere un punto di vista differente su molte cose, grandi e piccole. Il volume in questione raggruppa e ristampa alcuni libri usciti anni fa, ma ancora estremamente gradevoli e divertenti.


IL FIORE DI CILIEGIO

Il fiore di ciliegio
sul monte ove si distende
la foschia di primavera,
vuole forse languire?
Il suo colore va mutando…

Anonimo

UN LIBRO PER LADY OSCAR


Sestogenita della nobile famiglia Jarjayes, il destino di Oscar viene deciso sin dai suoi primi istanti di vita. Il padre, un generale di Luigi XV, esasperato dall'avere solo figlie femmine, compie una scelta drastica: decide di allevarla come un ragazzo, perché diventi quell'erede che non ha avuto e copra importanti cariche all'interno dell'esercito francese. Per questo motivo Oscar, seguendo le rigide disposizioni del padre, fin da tenera età deve imparare equitazione e scherma, nonché come si utilizzano le pistole. Inoltre trascorre molto tempo a duellare con la spada col coetaneo André, nipote della tata Marron-Glacé Grandier. Ben presto appare evidente che tale educazione porta un profondo turbamento interiore in Oscar, una dualità irrisolta che sarà una componente importante per quasi tutta la sua vita, destinata a sommarsi ad altre conflittualità, come il suo desiderio di libertà che si scontra con i doveri familiari e l'appartenenza alla nobiltà in contrasto con le sue simpatie per il popolo. Oscar, insomma, appare un po' come l'incarnazione del difficile periodo di contrasti e violenti mutamenti che la Francia si appresta a vivere e che sfoceranno nella rivoluzione francese.
Nato nel 1972 come manga, Versailles no Bara (“Le rose di Versailles”, ma noto in Italia come “Lady Oscar”) tra il 1979 e il 1980 viene trasformato in una serie animata televisiva in quaranta episodi realizzata da Tokyo Movie Shinsha. Sia il manga sia l’anime conservano ancora oggi una grande freschezza, confermando quella di Oscar come una delle serie più riuscite e rappresentative dell’animazione giapponese.
Quest’anno ricorre il 45simo anniversario del manga e in Giappone sono in programma varie iniziative. Tra queste l’imminente pubblicazione (metà marzo) di un volume illustrato di grande formato dedicato alla serie animata. Dal titolo “Album de l’Art de l’Animation - Lady Oscar” ospiterà prevalentemente immagini di grande formato (tutta pagina o doppia pagina) dell’anime. In particolare, riproduzioni delle cel (i fogli di acetato su cui vengono disegnati i fotogrammi dei cartoni animati) sovrapposti ai loro sfondi. Fotografati direttamente, vantano una qualità grafica notevole e permettono di visionare le immagini nella loro completezza (inclusi i bordi che vengono “tagliati” durante la lavorazione). Non mancheranno studi a matita e altre immagini. Un volume che si preannuncia estremamente bello e interessante.
In Italia può essere ordinato a fioridiciliegioadriana@gmail.com.










martedì 7 febbraio 2017

NUOVA EDIZIONE PER L'IMMORTALE


Il manga L’Immortale (creato nel 1993 da Hiroaki Samura), è incentrato sulla figura di Manji, un ronin (samurai senza padrone) immortale, tanto che nessuna arma pare in grado di ucciderlo. Questa caratteristica è dovuta alla presenza nel suo corpo del kessenchu, sorta di verme in grado di ripristinare in tempi rapidissimi i tessuti morti o danneggiati. Per espiare la colpa di avere ucciso cento innocenti eseguendo gli ordini del suo signore, Manji ha fatto voto di uccidere 1000 uomini malvagi in cambio della propria mortalità. Quando il millesimo malvagio sarà morto, il kessenchu sparirà.
Titolo di successo in Giappone (e in parte anche in Italia), nel 2016 la Kodansha ha cominciato a ristamparne i 30 volumi (grazie anche alla recente produzione di un film live action) in edizione lussuosa e con nuove, splendide copertine in bianco e nero di Samura.
In Italia l'edizione giapponese può essere acquistata da fioridiciliegioadriana@gmail.com.
Sotto le immagini pubblico una vecchia e breve intervista a Hiroaki Samura realizzata da me.




Che cosa legge Hiroaki Samura?
Quando ero studente mi piaceva Junichiro Tanizaki. Ora non ho un autore preferito. In confronto agli altri fumettisti non leggo molto.

Dalle copertine e dalle di illustrazioni su Afternoon ho notato che padroneggia bene l'uso del colore, e che ha una predilezione per le immagini che sfruttano un solo colore in molte tonalità. Anche nelle sue tavole in bianco e nero, tramite l'uso della matita e della mezza tinta, si legge il tentativo di superare il semplice bianco e nero. Ha mai pensato di disegnare una storia a colori?
Non so che impressione facciano ai lettori i miei disegni a colori, ma credo di dovere ancora imparare a usarli. Quando accetto di disegnare a colori, l'ansia di doverlo fare mi causa un forte stress e abbassa il livello del disegno. Per questo motivo non ho mai pensato di disegnare un mio fumetto a colori, e non accetterei se qualcuno me lo chiedesse.
Uso la matita e il pennino perché sono in grado di utilizzarli come voglio. Se nel disegno sembra che io cerchi di “superare” il bianco e nero, è solo perché è proprio col bianco e nero che riesco a esprimermi meglio.

Nel Giappone moderno sopravvive qualcosa delle antiche regole e del codice di comportamento dei samurai?
La “regola” più importante dei samurai era la “fedeltà”, che gli impiegati attuali hanno ereditato trasformandola in “amore per la società”. Questo “amore”, come spesso accadeva per la “fedeltà”, talvolta assume la forma della costrizione e ogni tanto viene anche tradito.

Il Giappone feudale è rappresentato con grande perizia nella sua opera. Non solo tramite le poesie, le citazioni di Hokusai, i combattimenti tra samurai, ma soprattutto nella cura dei dettagli, negli sfondi, nelle atmosfere. È un patrimonio culturale comune a tutti i giapponesi o si è documentato apposta per realizzare il fumetto? Inoltre, in un Giappone così tecnologicizzato, c'è ancora spazio per la tradizione?
Alla fine lo sviluppo tecnologico provoca ansia in ognuno di noi, per questo ci fermiamo per guardare indietro. In tutto il mondo riprendono vita le feste antiche e i giovani rivalutano le arti manuali. Allo stesso modo, nel mondo dell'intrattenimento, i film western non sono mai stati cancellati dai generi di Hollywood. Dall'apertura dei porti giapponesi nel 1869, per il Giappone (e altri paesi asiatici) il modo di vivere occidentale ha sempre avuto un grande fascino. In alcuni casi è stato così forte da scacciare la praticità della cultura tradizionale, ma non è mai stato bastanza forte da annientare tutta la cultura. Comunque, c'è una grande differenza tra vivere la tradizione e leggere storie di samurai. Inoltra l'epoca di Edo, così come le precedenti, sono delle scenografie affascinanti e, per i giovani d'oggi, talvolta più esotiche della cultura occidentale. In questo senso se un lettore ama le storie di samurai esprime semplicemente una preferenza per un genere, come potrebbero essere la fantascienza e la fantasy.