lunedì 12 gennaio 2026

TOKYO DI NOTTE

Ospita le foto di Liam Wong il bellissimo volume “TO:KY:OO”, pubblicato da Thames & Hudson. 256 pagine di immagini elogiate da riviste fotografiche, appassionati di anime, amanti di Tokyo. Prezzo di copertina 25 sterline per un viaggio virtuale in una Tokyo concreta ed eterea al medesimo tempo. 


Chi ci ha passato anche una sola notte lo sa, la Tokyo notturna è ben diversa da quella diurna. Coi suoi silenzi, le luci al neon, le atmosfere ovattate è un mondo a parte, popolato da figure che si muovono veloci, correndo verso un locale o verso il meritato riposo casalingo. Salaryman in cerca dell’ultima birra, donne in kimono dirette a una festa, madri lavoratrici che tornano dai figli. Fantasmi nella notte. Difficile non rimanere colpiti dal fascino malinconico della città, da quell’alternanza di buio e colori.

Ne rimane folgorato anche Liam Wong, che in questa sede definiamo fotografo, ma che in realtà è più un artista, un creatore di immagini. Wong nasce e cresce a Edimburgo, mezzo scozzese e mezzo cinese. Ragazzino talmente innamorato dei videogiochi che a soli 25 anni ne fa il proprio lavoro. Si trasferisce in Canada, diventando il più giovane regista di Ubisoft, la società di videogiochi dietro “Far Cry” e “Assassin's Creed”. Il suo immaginario è già formato, è cyberpunk, è metropolitano, è fantascientifico, è asiatico, è figlio degli anime. 

Un giorno si trova a Tokyo per lavoro ed è un colpo di fulmine. La metropoli è un concentrato di ciò che gli piace e Wong decide di cimentarsi con la fotografia, da autodidatta, ma con la mentalità del graphic designer e il cuore del videogamer. 

È quasi inutile dirlo, ma le foto notturne di Liam Wong ricordano “Blade Runner”. È lui stesso a dichiarare  "Prendo ispirazione da registi come Wong Kar-Wai, Ridley Scott e Gaspar Noé e da film che giocano con il colore in modo surreale. Ci sono molti riferimenti al cyberpunk perché vengo dal settore dei videogiochi.”

Così Liam comincia il suo pellegrinaggio, per le strade con i taxi gialli, le stazioni di metropolitana, le piazze affollate di enormi cartelloni pubblicitari, le viuzze colorate da insegne di locali, i grattacieli costellati di finestre. La notte è per lui una cornucopia di spunti, una sorta di continua e instancabile generatrice di immagini. Ha una predilezione per la pioggia, elemento atmosferico che accentua le atmosfere cyberpunk, che fornisce ancora più risalto ai colori del neon, alle superfici di vetro. E gli ombrelli… Fiumi di ombrelli che scivolano verso le foci delle fermate metropolitane, o solitari si avviano verso un konbine per l’ultimo acquisto. Per la pioggia i giapponesi utilizzano ombrelli trasparenti, di plastica (quelli di stoffa sono per il sole), così dietro quelle superfici curve e trasparenti è possibile intravedere, spiare, il volto di una fanciulla, la 24 ore di un impiegato. Mentre pare quasi di sentirlo il ticchettio delle gocce su quei parapioggia sintetici, futuristici.

Tokyo notturna e piovosa mette un po’ di tristezza, ma intriga, meraviglia, affascina. È uno spazio sottile tra la realtà e la finzione, è un sogno a occhi aperti in cui tutto si diluisce e scorre, quasi svanisce “come lacrime nella pioggia” direbbe qualcuno.  

Liam Wong interviene sulle foto, le ritocca, le taglia, ne accentua i colori, ne aumenta o diminuisce le luci. Ne modifica l’aspetto, ma ne accentua l’essenza, rendendo il reale ancora più reale. Che dire? Immergetevi nel suo mondo notturno, ne resterete stregati. 





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