lunedì 2 aprile 2018

I NEGOZI DI MATEUSZ URBANOWICZ


Mateusz Urbanowicz è un disegnatore polacco che da qualche anno vive e lavora in Giappone (per case d'animazione) e ha deciso di immortalare nelle sue illustrazioni le facciate di palazzi e negozi incontrati lungo le vie giapponesi. In effetti, soprattutto nelle vie periferiche, lontano dai palazzoni di vetro e dagli appariscenti negozi delle grandi marche, le città giapponesi sono un florilegio di piccoli shop pittoreschi, magari dalle facciate in legno, con insegne dai misteriosi kanji e dai variopinti colori, circondati da piante o biciclette, da piccoli dettagli volontari o casuali, dai furin (campane a vento) a statue di buffe mascotte. Urbanowicz ne ha colto l'essenza, l'ha distillata e l'ha portata sulla carta col suo bel disegno spontaneo e accurato al medesimo tempo, mediando tra realismo e suggestione. Queste immagini vengono ora raccolte nel volume "Tokyo Storefronts". In Italia può essere richiesto a fioridiciliegioadriana@gmail.com.







ILLUSTRAZIONI DI RAGAZZE


"Art Book of Illustration Girls" non è un libro dalle grandi pretese. L'idea alla sua base è molto semplice, ogni pagina è dedicata all'illustrazione di una ragazza (o donna) affidata a un differente artista. Nessun testo, nessuna spiegazione, solo immagini frutto di autori poco noti che hanno così modo di farsi notare. Il livello oscilla molto da un'immagine all'altra, ma nel complesso il risultato è davvero gradevole. 123 matite giapponesi di cui a fine volume vengono ornati i contatti (siti e mail) per chi volesse mettersi in contatto con loro. Da sfogliare senza troppi pensieri.
In Italia il volume può essere richiesto a fioridiciliegioadriana@gmail.com.





giovedì 22 marzo 2018

NEVE ROSSA


La casa editrice Coconino annuncia la prossima pubblicazione del manga in un unico volume "Neve Rossa" (in originale "Akai Yuki"). Si tratta di una pregevole racconta di manga brevi, di Susumu Katsumata, che spesso si sofferma sugli yokai, fantasiose e temibili creature del folklore giapponese, stemperandone gli elementi più truci. I suoi prediletti sembrano essere i kappa, esseri delle dimensioni di bambini di circa dieci anni, con pelle verde e squamosa, mani e piedi palmati, guscio di tartaruga sul dorso. Katsumata è nato nel 1943, fumettista e illustratore ha esordito nel 1966 su Garo, rivista leader dell'underground giapponese.

domenica 18 marzo 2018

UN MANGA SOTTO LA PIOGGIA


“Come dopo la pioggia” è un manga di Jun Mayuzuki che ruota attorno a un tema tipico dei titoli adolescenziali: la difficoltà a dichiararsi e il balletto dei sentimenti che ruota attorno a una coppia non ancora formatasi. Con una particolarità, però: i due personaggi coinvolti hanno una differenza d’età di quasi 30 anni. La longilinea Akira Tachibana ha diciassette anni, e frequenta il secondo anno di liceo. Masami Kondo, invece, ha quarantacinque anni ed è il fin troppo ossequioso direttore di un piccolo ristorante per famiglie. Capitata per caso nel ristorante in questione, Tachibana si infatua del direttore e si fa assumere part time. È l’inizio di quel balletto di cui si parlava, con una Tachibana che inizialmente appare quasi inquietante nel suo osservare Masami, ma poi si fa più disinvolta. Alcune situazioni sono tirate un po’ troppo per le lunghe (come talvolta accade in questo genere), ma Mayazuki si risolleva nelle scene ambientate sotto la pioggia (abbastanza frequenti) e in alcune suggestive sequenze mute.
La serie, che è stata anche trasformata in anime, beneficia di un illustration book recentemente pubblicato in Giappone. Sulle sue pagine di grande formato si può apprezzare meglio il disegno dell’autore, le sue figure longilinee e dagli occhi enormi, colorate con tinte pastello talvolta troppo zuccherose ma sempre piacevoli. E, soprattutto, le melanconiche atmosfere piovose, vero e proprio marchio di fabbrica.
In Italia il manga è pubblicato da Star Comics, mentre l’illustration book può essere richiesto a fioridiciliegioadriana@gmail.com.







mercoledì 21 febbraio 2018

PUBBLICITÀ PER RAGAZZE


Ma quanto sono allegre, colorate, divertenti le riviste giapponesi per ragazze? Non da meno sono le pubblicità ospitate al loro interno. Un caleidoscopio di colori rosa, gialli, azzurri, che fanno da sfondo a pupazzetti kawaii, dentifrici alla frutta, caramelle frizzanti, bigiotteria cheap, peluche morbidosi e altri meravigliosi oggettini. Anche se chi scrive è un maschietto attempato, quando sfoglia le pagine di questo volume viene pervaso da un'allegria infantile. A volte per finire in un mondo da sogno basta qualche spicciolo e la vista di pupazzini e dolciumi.
In Italia il libro '80s Girly Magazine AD Collection può essere richiesto a fioridiciliegioadriana@gmail.com.






martedì 20 febbraio 2018

IL BASEBALL GIAPPONESE


Libro davvero particolare questo "Sayonara Home Run!". Volume in lingua inglese, apparentemente diretto a una nicchia di pubblico sportivo, è in realtà un ottimo libro di grafica e un'introduzione al mondo del collezionismo giapponese. Superbamente illustrato e impaginato, con migliaia di immagini di card (ma anche maschere, segnalibri e altri oggetti di carta), funge da guida propedeutica al baseball giapponese, o besuboru come direbbero gli indigeni, fornendo una breve storia dalla sua introduzione in terra nipponica, risalente al 1873, fino ai giorni nostri. Le card, poi, servono a presentare i campioni più famosi di ogni tempo, immortalati su innumerevoli rettangolini di carta. Ma l'aspetto più affascinante resta quello visivo, la formidabile ricchezza di immagini delle card, che potevano essere anche tonde o sagomate attorno alla figura del giocatore, dai colori appariscenti e dalla grafica che miscelava il gusto tradizionale giapponese con gli schemi di origine americana, il disegno con la fotografia. Molte card erano infatti disegnate, con uno stile deliziosamente naif e una peculiare scelta dei colori, a dir poco vivaci. Le card spaziAno dagli anni Venti ai Sessanta e, a prescindere che si sia appassionati di baseball o meno, sono una gioia per gli occhi, nonché l'ennesimo esempio di come il Giappone ha sempre saputo sfruttare a livello editoriale e collezionistico ogni fenomeno popolare. 
In Italia acquistabile da fioridiciliegioadriana@gmail.com


JOHN GALL e GARY ENGEL, Sayonara Home Run!, Chronicle Books, anno 2006, 18,95 dollari




venerdì 16 febbraio 2018

ALI D'ARGENTO


“Il mio aereo si scontrerà con una portaerei nemica e diventerà una massa di metallo. Mi unirò al metallo, affonderò nel mare dove dormite. I nemici che moriranno per il mio attacco speciale diventeranno parte di quel metallo, Il mio aereo e una portaerei nemica… Io e il nemico ci fonderemo…”. Le parole del protagonista di Ali d’argento (Tsubasa in originale, che significa “vento”) sono la migliore introduzione a questo breve fumetto che fornisce, con una precisione quasi documentaristica, un affresco degli ultimi giorni di alcuni piloti giapponesi alla fine della Seconda guerra mondiale. Il tema portante è quello delle tokko (note anche come kamikaze), le squadre speciali che si scagliano contro le navi americane nell’ultimo, disperato tentativo di allontanare una sconfitta che non vogliono accettare ma che è ormai inevitabile. Narrato con ritmi lenti, avvolti in una soffocante atmosfera di attesa e con un disegno freddo e preciso, questo fumetto riesce a fissare sulla carta, senza alcuna retorica, i sentimenti contrastanti di quei piloti suicidi, nei cui cuori albergano contemporaneamente la paura per la morte e un senso del dovere portato all’estremo. Scritto e disegnato da Ayumi Tachihara nel 1997, questo manga in un unico volume è disponibile da diversi anni anche in edizione italiana.


venerdì 9 febbraio 2018

UN MOOK PER MAZINGA Z


I giapponesi li chiamano mook, contrazione di magazine (“rivista”) e book (“libro”). Si tratta di pubblicazioni monografiche dal grande formato e dall'aspetto di rivista, ma in realtà veri e propri libri dedicati a una serie a un argomento. Tra gli ultimi moog pubblicati in Giappone ve ne è uno dedicato a Mazinger Z. Per quei quattro gatti che ancora non conoscessero Mazinga, ecco qualche appunto.
Il giovane Koji Kabuto è il pilota dell'enorme robot Mazinga Z – alto 18 metri e pesante 20 tonnellate – che riesce a controllare grazie all'Hover Pilder, un piccolo mezzo volante che si incastona nella testa di Mazinga trasformandosi in una cabina di controllo. Il robot è stato costruito dal nonno di Koji, il dr. Kabuto, per contrastare il dr. Hell, intenzionato a conquistare la Terra grazie ad altri robot meccanici anticamente costruiti dalla civiltà cretese e scoperti dai due scienziati, un tempo colleghi, nel corso di una spedizione archeologica. Il dr. Kabuto muore nel primo scontro, ma Koji continua la lotta aiutato dal professor Yumi, dalla figlia di quest'ultimo – Sayaka, che pilota il robot gigante Aphrodite A – e dal teppista di seconda categoria Boss alla guida dello scalcinato Boss Robot. Il robot e il pilota risiedono in una base attrezzata per affrontare i robot nemici che di volta in volta gli vengono scagliati addosso e che sono inevitabilmente sconfitti.
La serie televisiva Mazinger Z, Mazinga Z in Italia, nasce nel 1972 in casa Toei Animation e si compone di 92 episodi. Secondo quanto narrato dal suo stesso ideatore, Go Nagai, l’idea nasce del tutto casualmente: imbottigliato nel traffico cittadino, Nagai pensa che se dalla sua auto spuntassero braccia e gambe potrebbe scavalcare tutti gli altri automezzi. Un’immagine grezza, ma che sapientemente lavorata porta al concetto di robot gigante. Mazinga non è il primo colosso di metallo dell’animazione giapponese, ma è portatore di una serie di elementi innovativi, sconosciuti alle serie precedenti e destinati a fare scuola, che ne determinano il ruolo di capostipite di un nuovo filone. Il rapporto simbiotico tra il pilota e il robot, l’utilizzo di armi potentissime e originali (pugni a razzo, raggi fotonici, missili, ecc.), la grande dinamicità dei combattimenti, l’attenzione verso la tecnologia rendono Mazinga estremamente popolare presso un pubblico di giovanissimi.
Tornando al mook, come consuetudine di queste pubblicazioni è ricchissimo di immagini e non mancano neanche delle tavole tratte dal manga in cui Mazinga Z incontra il Grande Mazinga.
In Italia, il volume può essere richiesto a fioridiciliegioadriana@gmail.com.


giovedì 18 gennaio 2018

GUNDAM MANUAL


Nelle prima puntata della serie animata Gundam, il giovane Amuro Ray riesce a pilotare il gigantesco mobile suit del titolo (mai visto prima) in modo quasi istintivo, ma anche grazie a un manuale sfogliato velocemente. Il manuale in questione è quello del Gundam, ed esiste anche nella realtà. Insomma, quasi esiste. Questo volume degli anni Ottanta, infatti, si ispira sin dalla copertina a quello visto in animazione. All'interno non sono presenti normali pagine, ma poster apribili con immagini, schemi e spaccati dei mezzi meccanici della serie animata. Una via di mezzo tra un divertissement e un ingegneristico approfondimento per appassionati del mondo di Gundam.
In Italia può essere richiesto a fioridiciliegioadriana@gmail.com.