mercoledì 5 gennaio 2022

L'ARTE DI YOKO TANJI


Piacerà sicuramente agli amanti dei gatti il volume "The Art of Yoko Tanji", di recente pubblicazione in Giappone. Si tratta del primo libro dedicato a questa autrice, nonostante una carriera quasi ventennale. Semplicemente sfogliandolo si comprende come sia in grado di spaziare tra tecniche e stili differenti, dalle illustrazioni al computer fino agli acquerelli, dipinti a olio e immagini "fumettose". Una varietà di stili di disegno che le consente di essere attiva in molti campi dell'immagine, dalle illustrazioni per libri, alle immagini per bambini, dalla pubblicità al cinema d'animazione. Si stima che durante la sua carriera abbia realizzato più di 300 illustrazioni, la maggior parte delle quali raccolte in questo tomo di 224 pagine (di piccolo formato), privo di testi e quindi totalmente dedito alle immagini. Alcuni temi ricorrono con una certa frequenza, come i già citati gatti, da soli o più spesso accompagnati a figure umane, o gli ombrelli, che richiamano più la malinconia che la pioggia. Brava a utilizzare i colori, così come la luce, compone ogni immagine con un ordine delicato che cattura lo sguardo, coinvolge e affascina. Diverse illustrazioni appartengono alla serie "I hate Monday", pubblicate periodicamente sui social (cercatela anche lì), e in questo caso sono intrise di una maggiore tristezza, un senso di solitudine alleviato solo dalla presenza di qualche felino. In effetti la solitudine sembra essere un altro dei temi portanti della Tanji, che predilige situazioni nelle quali è presente un singolo individuo. Da sfogliare nelle giornate di pioggia, con un gatto in braccio.






MONKEY MAGAZINE vol.2


"Monkey Magazine" è una rivista/libro in lingua inglese che pubblica autori giapponesi. Questo secondo numero è incentrato sul viaggio.
La narrativa giapponese ultimamente gode di una certa popolarità in Occidente. Anche in italia sono molti i romanzi Giapponesi che vengono tradotti ogni anno. 
Monkey Magazine propone spesso autori già noti (come Haruki Murakami), ma con storie originali, come queste del secondo numero: le vite di un mitico cavalluccio marino e di una casalinga giapponese intrappolata si fondono come una cosa sola. Uno scrittore viene mandato in un inferno narrativo di cliché letterari come punizione. Gli alieni conquistano la razza umana, placati solo dalla musica. Storie tanto intriganti quanto varie. 
Gli editor della rivista – Shibata, Ted Goossen e Meg Taylor – sono chiari riguardo ai loro criteri di selezione: scelgono le storie che preferiscono. Si dà il caso che le loro preferenze si concentrino au alcuni dei nomi più alla moda della letteratura giapponese degli ultimi anni, come Mieko Kawakami, Aoko Matsuda e Hiromi Kawakami, Haruki Murakami.
I racconti sono accompagnati da illustrazioni, di cui fornisco qualche esempio.



SIAMO IN UN ANIME?


Avete presente quando si dice "questo disegno è così realistico che sembra una foto?" In questo caso è proprio il contrario: le foto sembrano immagini di anime. La selezione dei soggetti, l'esposizione, la scelta della luce portano a favolose fotografie che sembrano quasi fotogrammi di anime. Romantiche, malinconiche, sognanti, questi immagini vi faranno innamorare. Si trovano nel libro "Akine Coco - Like a Scene from an Anime".



HIDEKO MIZUNO ART WORKS


Un illustration book per i 65 anni di carriera dell'artista. Hideko Mizuno nasce il 29 ottobre 1939 a Shimonoseki, Yamaguchi, Giappone. All'età di 8 anni legge il manga Shin Takarajima di Osamu Tezuka e il suo libro Manga Daigaku che insegna le basi della creazione dei manga, grazie a queste due letture decide di diventare una mangaka. Il suo primo manga viene pubblicato nel 1955, si tratta di Akkake koma pony, la storia di una bambina e un pony. Nel 1956 Mizuno si reca per la prima volta a Tokyo dove incontra Tezuka. Nel 1958, invitata da Tezuka, si trasferisce a Tokyo nell'appartamento in cui Tezuka vive e lavora con i due autori Shotaro Ishinomori e Fujio Akatsuka. Vi rimane solo un anno. Continua la sua carriera di mangaka e contribuisce ampliare le tematiche dei manga shojo, per esempio inserendo un protagonista maschile in uno shojo, in Fire! del 1969. Adatta a fumetti alcuni film americani, per esempio A Quiet Man, Sabrina, Vacanze Romane.


BARON YOSHIMOTO ARTWORK ARCHIVES


Baron Yohimoto non è un autore molto noto in Italia, ma ha una grande carriera alle spalle, che continua ancora oggi. Baron Yoshimoto (classe 1940) cresce nella prefettura di Kagoshima (nell'isola meridionale giapponese di Kyushu), studia alla Musashino Art University di Tokyo iniziando la carriera come illustratore di libri. Appassionatosi ai fumetti gekiga ne diventa a sua volta autore. Il suo debutto nel mondo dei manga risale alla fine degli anni Cinquanta, ma è tra i gli anni Sessanta e Settanta che diviene maggiormente popolare e prolifico. I suoi manga sono diretti a un pubblico maschile, generalmente adulto, e spaziano dall'avventura allo storico al quotidiano. Nel 1980 abbandona il Giappone per recarsi a vivere negli USA, ove lavora anche per serie della Marvel come The Savage Sword of Conan, diventando amico di Stan Lee, il creatore dell’universo Marvel. Ritorna in Giappone nel 1985, ove si dedica anche alla pittura. Negli anni Novanta realizza varie mostre sotto lo pseudonimo di Ryu Manji. Negli anni Duemila inizia a dipingere su tela e i suoi dipinti diventano di dimensioni sempre più grandi. Nel 2003 viene nominato commissario per gli affari culturali e si reca in Svezia per introdurre e diffondere la cultura dei manga. Una delle sue studentesse di quel periodo, Åsa Ekström, diviene una mangaka pubblicando anche in Giappone. In tempi recenti collabora col collega Katsuya Terada nella realizzazione di mostre.In Giappone nel 2017 gli è stato dedicato uno splendido illustration book intitolato "Baron Yoshimoto Artwork Archives", circa 200 pagine zeppe di immagini e praticamente nessun testo. Ne emerge un quadro ricchissimo dell'arte di questo autore, capace di spaziare dal western alla Seconda guerra mondiale, dalla tradizione al pop giovanile. Con un tratto realistico, ma che quando serve sa essere ironico, Yoshimoto racconta avventure e piccoli e grandi drammi umani. Davvero bello.



PORTFOLIO YOSHIMI UCHIDA



Un portfolio vintage, di parecchi anni fa, contenente 12 stampe (a colori e in b/n formato 25x36 cm.). Ne è autrice una mangaka particolare, da decenni uscita di scena.
Yoshimi Uchida è nata il 28 ottobre 1953. Debutta nel 1974 nel campo degli shojo manga lavorando quasi esclusivamente per la rivista Ribon. È attiva anche come illustratrice realizzando immagini per romanzi classici come “Piccole donne” e “Sogno di una notte di mezza estate”. Il suo manga più lungo e più noto, serializzato tra il 1982 e il 1983, è Liddell’s Star Clock (in originale Hoshi no Tokei no Liddell), il cui protagonista è tormentato dal sogno di una strana magione vittoriana. A metà anni Ottanta si ritira dalla scena fumettistica e da allora nega anche l’autorizzazione a ristampare i suoi manga. Si distingue per uno stile ricco ed elaborato, in particolare nelle illustrazioni, dal disegno realistico, il ricco tratteggio e le atmosfere spesso malinconiche.




giovedì 7 ottobre 2021

ILLUSTRAZIONI DI ZASHIKIWARASHI - COLOR PALETTE

Non si sa molto del misterioso illustratore Zashikiwarashi, probabilmente un nome d’arte che deriva dallo zashiki-warashi, o zashiki-bokko, uno yōkai, uno spirito del folclore giapponese considerato uno spirito domestico e familiare. Tornando al nostro illustratore, sappiamo solo che è nato nel 1987 e che ama disegnare ragazze. In effetti il volume “Illustrazioni di Zashikiwarashi - Color Palette” contiene solo illustrazioni di fanciulle, 160 pagine ognuna delle quali dedicata a una differente ragazza. Con una preferenza per primi piani e mezzi busti, l’artista crea un campionario di volti in bilico tra adolescenza ed età adulta, una miriade di sguardi dai grandi occhi acquosi che fissano il lettore con tono leggermente ironico, come a suggerire che sanno qualcosa che noi non conosciamo. Il loro abbigliamento è moderno e talvolta stravagante, un cocktail di pop e cute, colorato e intrigante. A modesto parere di chi scrive, ognuno di qui volti sarebbe l’ideale quale immagine di copertina di una rivista, pronto ad ammiccare al lettore e suggerirgli “comprami, comprami…” In Italia il volume può essere acquistato presso fioridiciliegioadriana@gmail.com






DAITARN 3


Marte, in una colonia terrestre il professor Haran crea il cyborg Don Zauker. L'incredibile invenzione si ritorce però contro lo scienziato, Don Zauker si impossessa della base e trasforma tutti gli uomini in meganoidi, cyborg ai suoi ordini e decisi a conquistare anche la Terra. A contrastare la minaccia pensa però Banjo, figlio del professore, che fuggito sulla Terra a bordo del robot gigante Daitarn III è pronto a dare battaglia. “Mi chiamo Banjo, Haran Banjo”, si presenta subito l'eroe col suo fare da spaccone. Atletico, agile, intelligente Banjo è quasi imbattibile nel combattimento corpo a corpo e nell'uso di un gran numero di armi. Sia da solo sia a bordo del suo robot è un'avversario temibilissimo per i meganoidi. Il protagonista è inoltre aiutato da validissimi assistenti: il serio maggiordomo Garrison, abile con le armi da fuoco; le bellissime Reika e Beauty, incontrate a un concorso di bellezza e in rivalità per conquistare il cuore di Banjo; il piccolo Toppi, un ragazzino che non teme il pericolo. Questo team stranamente assortito è insomma pronto a sventare i loschi piani dei comandanti meganoidi, che sottoposti ai raggi di particolari macchine sono in grado di ingigantirsi e di trasformarsi in enormi robot da guerra. Gli umanoidi, pur essendo nemici potenti e crudeli, assumono talvolta atteggiamenti ironici, divenendo anche ridicoli e divertenti. I personaggi nascono all’interno della serie televisiva in animazione Daitarn 3, 40 episodi del 1978, che segna una svolta nel filone robotico iniettandovi una buona dose di autoironia, non solo grazie agli atteggiamenti dei meganoidi, ma anche a Daitarn che che talvolta assume pose ridicole, a Banjo che in alcuni casi imita James Bond, a Garrison che è la parodia del classico maggiordomo impeccabile. Come spesso accade, in contemporanea con la serie TV viene serializzato un manga. Sulla rivista Adventure King, della casa editrice Akita Shoten, da luglio 1978 ad aprile 1979 il mangaka Yu Okazaki è incaricato dell’impresa. Con solo 350 tavole circa a disposizione (poi raccolte in un volumone) non può imbastire trame complesse, ma il suo tratto semplice e divertente ben si presta a rappresentare il carattere avventuroso, ma a tratti ironico e ridicolo, di storie e personaggi. Questi ultimi talvolta buffi, talvolta un pizzico sensuali.





venerdì 23 aprile 2021

VEGANI A TOKYO

Per molti anni per vegetariani e vegani Tokyo è stato una sorta di incubo. Trovare cibi in linea con la propria filosofia era quasi impossibile. Ristoranti inesistenti e prodotti da supermercato dalle misteriose liste di ingredienti. Più di una volta mi sono ritrovato a pranzare con patatine fritte e ramane soda. Fortunatamente, negli ultimi anni la situazione è cambiata parecchio. Sono sorti molti locali dichiaratamente vegan (i miei preferiti sono quelli della catena T's Tam Tam). Questo libercolo in inglese, dall'impostazione semplicissima, presenta un elenco di tali locali suddivisi a seconda della zona cittadina (Ueno, Giza, ecc.). Privo di immagini, segnala il menù, l'indirizzo e come arrivarci, dando precise indicazioni stradali e punti di riferimento (chi frequenta Tokyo sa di cosa parlo, col solo indirizzo di solito è impossibile trovare un locale). Consigliato.

giovedì 8 aprile 2021

FAVOLE E LEGGENDE DEL GIAPPONE

ABEditore annuncia l'imminente pubblicazione di "Favole e leggende del Giappone" di Claudius Ferrand. Vista la cura, anche grafica, che questo editore mette nelle sue pubblicazioni, lo attendiamo con ansia.