venerdì 1 luglio 2016

UN GIAPPONE TUTTO SBAGLIATO


“Un Giappone tutto sbagliato” è il sottotitolo di questo volume uscito qualche anno fa ma ancora attualissimo, a metà tra resoconto di viaggio romanzato e saggio sociologico, scritto però in modo scorrevole e intrigante. Tutto parte da un'idea dell'autore, l'americano di origine australiana Peter Carey, che decide di intraprendere un viaggio a Tokyo col figlio dodicenne Charley. Ben presto il percorso di tale viaggio darà vita a lunghe discussioni tra i due su quale sia il “vero” Giappone (e quindi sulle cose da visitare). Quello di Peter, fatto di teatro kabuki, forgiatori di spade e ryokan con tatami? Oppure quello di Charley, con i suoi manga, i videogiochi, il quartiere dell'elettronica? Ne emerge un quadro sfuggente e contraddittorio del Paese del Sol Levante, eppure affascinante e per certi versi misterioso. I due si recano anche in visita ad alcuni studi d'animazione, per intervistare importanti registi come Yoshiyuki Tomino e Hayao Miyazaki (indovinate a chi piace uno e a chi piace l'altro…) ottenendo risposte sorprendenti: Tomino non è affatt interessato a Gundam, Miyazaki si sforza di comunicare con Charley con gesti e disegni. Alla fine, protagonisti e lettori non sanno dire quale sia il “vero” Giappone e quello “sbagliato”, ma certo è che questa esperienza gli ha insegnato molto, soprattutto a non fidarsi delle apparenze.

PETER CAREY
Manga, fast food e samurai
Feltrinelli

mercoledì 29 giugno 2016

MACARONI WESTERN


È strano che un libro del genere esca in Giappone invece che in Italia. Gli spaghetti western nascono nel nostro Paese, ma il Giappone da sempre li ama e li valorizza. Basta andare nelle librerie giapponesi e si troverà una vastissima collezione di DVD dedicati a questi film tutta polvere, pistole e barbe sfatte. Solo che i jappi li chiamano macaroni western, chissà, forse perché gli piace di più quel tipo di pasta. Comunque sia, questo volume di grande formato e ottimamente stampato a colori, raccoglie una miriade di locandine di film, prevalentemente italiane ma anche giapponesi, americane, francesi, tedesche. Una gioia per gli occhi e un ripasso di una cinematografia spesso considerata di serie B eppure estremamente piacevole e grado di resistere al tempo (e alle latitudini a quanto pare). Le locandine sono quasi sempre a tutta pagina, e i brevi testi sono bilingue (giapponese e inglese). Ma qui, più che da leggere, c'è da guardare, e da sognare.
Il volume può essere richiesto a fioridiciliegioadriana@gmail.com, che ha anche dischi a 45 giri con musiche degli stessi film.






lunedì 20 giugno 2016

GATTI A TOKYO


Masayuki Oki se ne è andato a spasso per Tokyo fotografando i gatti che incontrava per strada, con una predilezione per quelli un po' particolari, selvaggi, curiosi, in pose inusuali, stravaganti. Ne è venuto fuori un bel libretto, piacevolissimo da sfogliare, dal titolo Busanyan (traducibile a l'incirca come "Gatti terribili"). In Italia il volume è acquistabile presso fioridiciliegioadriana@gmail.com.



martedì 14 giugno 2016

KUNIYOSHI UTAGAWA, I GATTI E IL MANGA


Kuniyoshi Utagawa (1797-1861), è stato uno straordinario artista giapponese di ukiyo-e, letteralmente “immagini del mondo fluttuante”, stampe ottenute tramite una particolare tecnica xilografica basata sulla riproduzione di un’immagine su apposite tavolette di legno di ciliegio. In Occidente è meno noto dei Hokusai, Hiroshige e Utamaro, ma in Giappone gode di grande popolarità, non solo per le sue opere, ma anche per lo straordinario affetto dimostrato nei confronti degli animali e dei gatti in particolare. Infatti, se gli occidentali ricordano principalmente le sue immagini di samurai e di ronin, i giapponesi sorridono ripensando alle sue splendide immagini di gatti. I gatti Utagawa li vedeva e accarezzava tutti i giorni. Pare, infatti, che nella sua casa ne circolassero cinque o sei, addirittura dodici secondo alcune fonti, e che lui disegnasse con almeno un gatto in grembo o infilato nel kimono. Non stupisce, quindi, che questi amici a quattro zampe siano finiti all’interno di moltissime sue opere, probabilmente centinaia. Praticamente ogni qualvolta realizzava una stampa con una donna questa era accompagnata da un gatto. Utagawa si permise anche qualche divertissement, come abbinare un gatto a ognuna delle 53 stazioni della Tokaido. Quest’ultima è la strada che collega Edo (l’antica Tokyo) a Kyoto e lungo il cui tragitto vi sono, appunto, 53 stazioni di sosta ben note ai viaggiatori del tempo. Il “collega” Hiroshige dedicò a ogni stazione un paesaggio (le famose 53 vedute di Tokaido), Utagawa preferì dedicarle un gatto.
L'affetto per i gatti era tale che in alcuni casi assunse anche lo pseudonimo Gobyokai, letteralmente “maestro dei cinque gatti”.
In Giappone è stato dedicato un libro a Utagawa e ai suoi amici quattrozampe, dal titolo Cats in Ukiyo-e (il titolo è in inglese poiché il libro è bilingue: giapponese e inglese), mentre il mangaka Tetuzoh Okadaya sta realizzando un manga sulla vita di Kuniyoshi Utagawa. Entrambi sono acquistabili in Italia presso fioridiciliegioadriana@gmail.com.



martedì 7 giugno 2016

PASSEGGIARE PER TOKYO


Valido disegnatore e viaggiatore curioso, Florent Chavouet mostra come si possa raccontare una città con le immagini invece che con le parole. Una permanenza di qualche mese nella metropoli giapponese è l’occasione per realizzare centinaia di illustrazioni, che esplorano gli aspetti caratteristici, quotidiani, curiosi, divertenti, sbalorditivi di quel calderone di persone, mode, costruzioni e mezzi che è la capitale del Giappone. Attento osservatore della realtà e dei suoi dettagli, Chavouet usa matite e pastelli per belle immagini a tutta pagina nelle quali riesce a riportare sulla carta non solo l’aspetto esteriore delle cose, ma anche un pizzico dell’atmosfera che le circonda. I vicoli cittadini, i cibi esotici, gli eroi televisivi, lo street fashion, tutto viene immortalato in modo realistico e ironico al medesimo tempo. Un affascinante caleidoscopio di immagini, consigliato sia a chi a Tokyo non c’è mai stato, sia a chi la conosce molto bene. Dimenticavo, sanpo significa “passeggiata” e sfogliare il volume è un po’ come passeggiare per la vie di Tokyo. 


Titolo: Tokyo Sanpo
Autore: Florent Chavouet
Pagine: 208
Editore: Editions Philippe Picquier
© Florent Chavouet


LO ZEN E L'ARTE DI MANGIAR BENE


lunedì 30 maggio 2016

LE DONNE DI LEIJI MATSUMOTO


Il mangaka Leiji Matsumoto è conosciuto in Occidente per i suoi personaggi maschili, Harlock su tutti, ma in realtà è con quelli femminili che ha dato il meglio di sé. A esclusione di Harlock e pochi altri, infatti, gli uomini disegnati da Matsumoto sono spesso bassi e ridicoli, fin brutti. Barilotti occhialuti, esseri tarchiati e poco accattivanti. Le sue donne, al contrario, sono slanciate e bellissime, sensuali e dalla movenze aggraziate. Ma non fatevi ingannare, non sono oggetti sessuali, sono il "sesso debole", dato che si battono con una determinazione, una forza e un'intelligenza invidiabili. Persino le "cattive" Mazoniane di Harlock vantano tali caratteristiche, figuriamoci le figure positive. Molte di loro sono state raccolte nel bel volume "Illusion of Beauty", che oltre a una miriade di illustrazioni raccoglie alcuni manga brevi, tra cui un episodio della serie Sexaroid. Se apprezzate Matsumoto, non potete farvelo sfuggire. In Italia può essere richiesto a fioridiciliegioadriana@gmail.com.






LA QUINDICESIMA ROCCIA



IL GIAPPONE DI MARAINI


Difficile spiegare cosa sia un mandala. Si tratta di un termine sanscrito che originariamente significava cerchio, disco, alone, ma anche distretto, territorio. In seguito venne utilizzato per indicare un cerchio magico, infine per designare una mappa cosmica, un simbolo dell'universo. Spesso sono disegni geometrici combinati in modo complesso e armonioso. In un certo senso, il libro "Giappone Mandala" è il tentativo di rappresentare attraverso una serie di immagini (e quindi di simboli) un micro universo, quello giapponese. Il volume, uscito in lingua inglese nel 1971 (stampato qualche anno fa in Italia e riproposto recentemente in edizione economia), raccoglie infatti più di trecento foto, accompagnate da testi esplicativi e capitoli introduttivi, che vanno a comporre un complesso mosaico teso a rappresentare la realtà giapponese. Come ogni universo anche questo, in particolare questo, è ricco di contraddizioni, per quanto affascinanti e talvolta stridentemente armoniose (concedeteci questo ossimoro). Il Giappone, da lungo tempo in bilico tra tradizione e modernità, passato e futuro, si dipana sotto gli occhi del lettore, incantato da parole e immagini sulla natura, la cultura, le persone, il territorio, l'arte, la calligrafia, l'architettura, il folklore. Un ritratto in divenire, dopotutto gli universi si espandono in continuazione, realizzato da un “pittore” d'eccezione, quel Fosco Maraini che dedicò gran parte della propria esistenza allo studio delle culture orientali.

Giappone Mandala, di Fosco Maraini, Electa, 19,90 euro